martedì 18 aprile 2017

Cresta dell'Oreste, traversata di alta montagna in Brenta Settentrionale

Bellissimo percorso di cresta che dal Passo del Grostè porta alla Cima Vagliana passando per la Cima Pietragrande. Attrezzato da Mario Taller, guida alpina di Folgarida. Traversata in ambiente fantastico e di alta montagna sulle vette di casa nostra, consiglio assolutamente!! Necessità però dell'ottima conoscenza delle tecniche di corda corta, non sottovalutatelo!! Bellissimo modo per passare la domenica di Pasqua, con il caro vecchio Bazainer. Top!!
Sotto alcune foto della salita

vista sulla Pietragrande dal sentiero Vidi

prima parte di cresta

Andrea sul traverso dopo il "buco"
tiro di corda verso la Pietragrande
vista sul Brenta Centrale
splendida vista sul lago di Tovel dall'anticima della Pietragrande

ci si rifocilla in vetta alla Pietragrande

tratto tecnico ed esposto sotto cima Vagliana

in vetta alla Vagliana, dietro di noi la Pietragrande

vista di parte della cresta salita




sabato 15 aprile 2017

Giornata sul Croz, giornata piena di emozioni




Finito questo intenso periodo di esami invernali è tornato il momento di pensare alle amate Dolomiti. Il Croz dell'Altissimo a me e al Franz ci frullava in testa da tutto l'inverno e, complici le temperature particolarmente favorevoli di questi ultimi giorni, ieri abbiamo deciso di andare a metterci il naso. Come primo approccio a questa parete (per quel che mi riguarda) la scelta migliore ci è sembrata la via Armani, via "classica" aperta nel 1946 da Matteo Armani e Cornelio Fedrizzi, forti alpinisti trentini. La via si presenta subito per quello che è, bella, affascinante, totalizzante, però anche dura, faticosa e delicata, sicuramente iniziare la stagione qui ti da una bella scarica ai nervi:) I primi 10 tiri sono molto logici, non si può sbagliare, qualche chiodo qua e là ti fa capire di essere sulla retta via e l'arrampicata seppur faticosa è sempre pienamente godibile, dal 11° tiro in poi le cose cambiano, le difficoltà calano ma con loro anche la qualità della roccia, la chiodatura si fa quasi assente e sbagliare itinerario non è poi così difficile. Poi dove le difficoltà si rialzano la via ritorna logica fino ad uscire sui mughi sommitali.
Come considerazioni personali posso dire che la via probabilmente l'abbiamo un pelo sottovalutata, sulla carta i gradi sembrano facili e non abbiamo tenuto conto che ad inizio stagione si scala un po' come bradipi, questo unito alla delicatezza della roccia ci ha fatto perdere molto tempo restando in parete per 11 ore. Però che dire, il Croz era da fare, le emozioni sono state veramente intense, un mix di gioa, tensione e amore. Gioa di arrampicare su una parete che sognavo da tempo, tensione per la roccia che non sempre dava fiducia e amore per quello che faccio e spero di fare ancora per un bel po'.

PS:
Un grazie al caro vecchio Franz, una persona e un amico che sono contento di aver conosciuto, penso che avere l'oppurtunità di partecipare ai corsi guida serva anche a questo.


dal basso incute già timore

secondo tiro


Franz mi segue sul tiro chiave

tiro della targa

fessura off-width

fine via

stanchi ma felici

sunset sul fantastico Brenta Centrale

mercoledì 11 gennaio 2017

Goulotte Holzknecht e Cassiopeo - 2gg alla ricerca di ghiaccio dolomitico

Dopo un po' di tempo torno a scrivere sul blog. Tra il viaggio in Canada e qualche sciata la voglia di fare qualche bella salita in Dolomiti era tantissima e con Francesco ci accordiamo per fare qualcosa durante la settimana. Grazie a internet veniamo a conoscienza delle buone condizioni di queste 2 salite, decidiamo così di prenderci 2 giorni per andare a farci un giro. Scegliamo di iniziare il martedì con la salita più impegnativa, così alle 8.30 siamo difronte all'albergo Passo Sella pronti per incamminarci verso il Rif. Demetz. Le condizioni di scarso innevamento ci fanno salire veloci e in poco meno di un'ora siamo in cima alla forcella, il sole è veramente caldo e la giornata fantastica ci fa apprezzare ancora di più i posti meravigliosi in cui ci troviamo. Dopo un po' di riposo ci prepariamo e ci avviamo verso la Cengia dei Fassani dove è posto l'attacco. Le condizioni sembrano buone (anche se il tiro chiave si presenta un po' magro), per le 10.00 Francesco attacca il primo tiro che presenta un buon ghiaccio e velocemente si porta alla sosta sotto il tiro chiave. Qui tocca a me, il tiro da sotto sembra meno impegnativo di quello che poi sarà realmente, ghiaccio misto a neve pressa con alcuni passaggi molto atletici mi impegnano per una buona mezz'ora, con le braccia stanche ma veramente felice raggiungo il comodo punto di sosta dove recupero Francesco che velocemente mi raggiunge. Qui un tiro più facile (con un passaggio caratteristico sotto un masso incastrato) ci porta al 4° tiro, tiro veramente fantastico su ottimo ghiaccio, una perla incredibile, uno dei tiri su ghiaccio "alpino" più belli che abbia mai salito, Francesco se lo sale da primo divertendosi al massimo, io da secondo cerco di godermelo il più possibile e felice raggiungo Francesco in sosta. Qui 2 tiri più semplici ci portano alla fine delle difficoltà, sono le 13.00, però la vetta oggi a noi non interessa e decidiamo di iniziare la discesa, per oggi siamo soddisfatti così :)

Albe dolomitiche

primo tiro

Franz mi raggiunge in sosta in cima al 2° tiro

3° tiro

Franz se la ride sul 4° tiro:)

sempre 4° tiro

Selfie a fine via

vista sul 3° tiro

calandosi sul 2° tiro

2° tiro (tiro chiave)

Cengia dei Fassani

2° e 3° tiro visti dal Rif. Demetz

Il giorno dopo la scelta ricade sulla bellissima Cassiopeo, cascata posta in Val Lasties a circa 1h30' dal parcheggio. Visto che la cascata è molto breve decidiamo di partire un po' più con calma e alle 9.00 zaini in spalla ci avviamo, anche qui le condizioni del sentiero ci permettono un avvicinamento veloce, sotto un bel sole alle 11.00 attacchiamo. Il primo tiro spetta al Franz, molto elegantemente lo sale e senza problemi si porta alla comoda sosta. Il tiro dopo spetta a me, un po' di stanchezza dal giorno precedente si fa sentire, ma la giornata è veramente perfetta e mi godo appieno anche questo bel tiro. Mancherebbe ancora un tiro, ma il sole scalda parecchio e la cupola cola parecchia acqua, decidiamo così di scendere e con una doppia da 60m siamo alla base. Sono le 12.15, visto l'ora ce la prendiamo con calma godendoci il sole e il fantastico ambiente che ci circonda, abbiamo passato un'altra bellissima giornata nelle nostre dolomiti e non potremmo essere più felici :)

Franz sul primo tiro

sempre 1° tiro

la cupola del 3° tiro

mercoledì 14 settembre 2016

Via Concordia alla Cima d'Ambiez, una parete che non delude mai

Bellissima via classica in un ambiente sempre eccezionale, via in condizioni perfette, trovata completamente asciutta. In compagnia del Franz del corso guide :)
Alcune foto della giornata

Francesco sul 2° tiro

Il traverso

6° tiro

7° tiro

8° tiro

Ultimo tiro

Sempre ultimo tiro

Selfie a fine via :)

In fondo alla discesa

lunedì 29 agosto 2016

Solitario sulla Via Rifugio Casinei al Crozzon di Brenta

Purtroppo per un motivo o per l'altro settimana scorsa ero restato senza soci, arrivo a martedì sera che ancora non so cosa fare, però con giornate così belle sicuramente a casa non voglio stare. Decido così di preparare lo zaino e il giorno dopo andarmi a fare la via Rifugio Casinei, via che esce a metà dello spigolo Nord del Crozzon. La mattina sveglia presto e per le 7.00 sono già a Vallesinella in cammino per il Rifugio Brentei. Quando arrivo a quella che ormai posso definire come una seconda casa incontro Riccardo che mi chiede se voglio fare qualcosa con lui, dopo un attimo di titubanza accetto e andiamo a provare a salire la poco ripetuta via Schubert sul Campanile Basso. Purtroppo non abbiamo relazioni valide in nostro possesso e sbaglieremo subito, dopo un po' di tempo passato a cercare la via decidiamo di ripiegare sulla vicina via Fehrmann e facilmente raggiungere lo Stradone Provinciale. Anche se non abbiamo fatto quello che volevamo fare reputiamo la giornata più che positiva e soddisfatti andiamo a goderci la meritata birra al rifugio. Però la "Casinei" mi ronza ancora in testa, ormai la voglio salire e la voglio salire da solo. Decido così di fermarmi una notte al Brentei e di salirla il giorno dopo. Sveglia con calma poco prima delle 7.00, colazione e via verso la parete. L'attacco si raggiunge facilemente con il sentiero Martinazzi, all'altezza della presa dell'acqua si prende una cengia e circa 50m a sinistra si trova il chiodo con la "targa". Inizio a prepare il materiale, filo la corda nello zaino, rinforzo la sosta con 2 friend e verso le 9.00 parto, i primi 2 tiri sono i più difficili, presentando difficoltà di VI- e V+, su questi tiri sono presenti alcuni chiodi di passaggio. La roccia è fantastica, la giornata è calda e a parte qualche passo che devo studiare un po' di più mi sento veramente in sintonia con la parete. Raggiungo la sosta del primo tiro, vedo che 30m di corda non sono ancora passati, ribatto i chiodi, li unisco, faccio un barcaiolo su un moschettone e vado avanti, la prima parte del secondo tiro è più semplice, arrivo sotto al tetto dove una traversata di 5-6m mi porterà in sosta, con qualche movimento più delicato riesco, dopo 60m di tiro, a portarmi fuori da queste prime difficoltà. Ora però bisogna scenderlo e risalirlo quel traverso, con un po' di peripezie e riarrampicandolo pian piano riesco a ritornare alla scomoda sosta dove mi preparo per il resto della salita. Il secondo tiro è molto bello, arrampicata elegante ed esposta su roccia fantastica, arrivato ad una comoda cengia non noto i 2 ometti che indicano di traversare a sinistra e il secondo chiodo di sosta, rinvio solo quello che ho visto e continuo per una bella paretina alla destra del chiodo fino ad una seconda cengia, lì capisco subito di essere fuori via, provo un po' a vedere se per caso le mie sensazioni sono sbagliate ma non essendo così decido di piantare un chiodo, metterci un moschettone e calarmi alla cengia sotto, scendendo noto il chiodo e gli ometti, mi insulto da solo e montata la sosta ridiscendo a recuperarmi il materiale. Il tiro dopo presenterà un altro traverso all'inizio e poi filerà dritto e molto bello fino in sosta, nella discesa e nella successiva risalita altre peripezie per evitare un brutto pendolo e poi su per fare il tiro successivo. Il tiro successivo scorre via liscio e anche il tiro dopo, a parte un altro traverso verso destra sotto un tetto, non mi da troppi problemi. Un altro bel tiro in diedro mi porterà a una comoda cengia decido di fermarmi e mangiare, sono 4 ore che continuo a salire e la stanchezza inizia a farsi sentire. Mangio, bevo e mi rileggo la relazione, devo salire per 7-8m il diedro alla mia sinistra poi traversare a sinistra ad una evidente fessura e successivamente salire dritto alla sosta. Parto, inizio a salire il diedro, salgo una decina di metri ma non trovo la fessura, il diedro non sembra difficile, decido così di andare avanti dritto e vedere che non sia più in alto, a un certo punto il diedro finisce e mi trovo davanti una facile paretina che mi porterà a un grosso spuntone dove trovo un cordino e una maglia rapida, capisco di essere fuori via perchè qualcuno da lì è già tornato indietro. Monto la mia sosta e un po' preoccupato inizio a scendere il tiro appena salito. Dopo poco noto un sasso appoggiato su un ballatoio con sopra uno strapiombino e una successiva cengia comoda, capisco che il tiro passava di là e rinfrancato mi riporto alla sosta sullo spuntone dove con una corda doppia mi porterò al ballatoio. Nel recuperare le corde una smuoverà un sasso che cadrà prorio sulla stessa, tranciandomela, altri insulti verso me stesso e una volta recuperata capisco che quel pezzo sarà inutilizzabile, isolo la rottura con un nodo e continuo salire. Un tiro con del V+ mi impegnerà ancora, la fatica inizia a farsi sentire e nel risalire le corde qualche crampo alle braccia mi fa preoccupare non poco, cercando di mantenere più calma possibile raggiundo una specie di nicchia dove una grossa clessidra con cordone mi indica la sosta. Ormai mi manca solo un tiro di IV per uscire dalla via, però mi dico di non deconcentrarmi propio adesso e di lasciare la mente libera almeno fino alla fine del tiro. Con un'altra bella lunghezza su roccia ottima e ben appigliata raggiungo una cengia che con facile traversata verso destra mi porterà sullo spigolo dove inizierò la discesa. Una volta uscito mi godo il sole e bevo quel che mi resta del mio litro d'acqua che mi sono portato. Sono le 17.00, sono 8h ore che ho attaccato la via, è la prima volta che resto in parete da solo per così tanto tempo, ho avuto momenti in cui la possibilità di un bivacco non la vedevo più così remota, momenti in cui ho pensato che forse stavo facendo una cosa più grande di me, momenti in cui mi sono goduto la scalata e altri in cui me la sono goduta un po' meno, non ho fatto granchè da solo, però credo che queste esperienze mi aiutino a gestire meglio molte situazioni in montagna, a mantenere calma e lucidità anche in momenti dove ci si potrebbe far prendere dallo sconforto, aiutarmi a capire di più me stesso e, perché no, mettermi un po' alla prova. Sicuramente preferisco scalare con un amico, però credo proprio che da solo andrò ancora :)

Ringrazio Riccardo per la telefonata mentre scendevo dal Martinazzi, veramente gentilissimo.
Un grazie anche allo staff del Brentei per farmi sentire parte della famiglia, grazie!!
E grazie pure a Linda per l'ottima relazione!

La scomoda sosta alla fine del 2° tiro

Alla 5^ sosta

Il diedro del 6° tiro

Alla sosta fine del 6° tiro

Panorami mozzafiato

Sguardo verso "casa"

Il diedro del 7° tiro

Sguardo verso l'ultimo tiro

Scendendo l'8° tiro

Sempre 8° tiro

Risalendolo

Facce stanche a fine via :)

Autoscatto uscito sullo spigolo

Il danno fatto alla corda
Schizzo
Relazione